Viaggiare come modella è un sogno? Non sempre.
Come tutti i mestieri, anche questo è coronato da momenti difficoltosi e di stress. In questo caso i nervi d’acciaio e la professionalità sono essenziali da mettere nel nostro bagaglio.
All’epoca poi le norme di sicurezza non erano come quelle di oggi e diverse volte mi trovai anche in pericolo di vita. Durante alcuni scatti mi hanno fatto saltare da un palazzo all’altro per esempio. Bastava un passo falso o un calcolo di distanze errato per cadere e concludere lì la mia carriera.
Ricordo ad esempio gli scatti con il fotografo inglese nonché insignito all’ordine britannico (scattava le foto per la Regina per intenderci), Norman Parkinson. Scenario su una spiaggia, un mare bellissimo. Sono vestita di tutto punto, truccata per lo scatto. E devo salire su un albero. Mi viene richiesto quindi di “cadere lentamente”. E mi ritrovo a cadere. Ovviamente come un tronco, non con la grazia e la lentezza ricercata. E così passo tutto il pomeriggio su quel dannato albero, a farmi rifare con la prontezza dello staff il trucco, i capelli, i vestiti. Può sembrare bellissimo ma non è così. Serve molta pazienza sia a te, sia a chi lavora con te. Dunque; Salire. Cadere. Salire e cadere.
Norman era un fotografo molto riservato, non si lasciava ritrarre con le sue modelle. Ma forse gli sono piaciuta alla fine o magari il mio zelo sull’albero lo aveva colpito. Ad ogni modo qualche copertina l’abbiamo scattatainsieme e sono momenti che ricorderò per sempre. Momenti che mi hanno fatta crescere come professionista ma anche come persona.




